Ora ho ben più di cinquant’anni, una laurea in Scienze Politiche conseguita all’Università di Bologna, e l’assoluta certezza di avere già trascorso la maggior parte della mia vita. Per più di vent’anni ho vissuto a Bologna, dedicandomi, da libera professionista e su gran parte del territorio nazionale, ad attività di ricerca sociale, di formazione e di consulenza, sui temi del cambiamento e dello sviluppo organizzativo, dei modelli, dei dispositivi e delle competenze per la formazione e per il management dei servizi, a beneficio sia di enti pubblici sia di aziende private. In quegli anni la scrittura è stata per me, oltre che insostituibile mezzo di sussistenza, anche più che soddisfacente strumento di lavoro, di comunicazione, di ricerca, di approfondimento e di circolazione di idee, analisi, progetti, proposte di soluzioni. E strumento per l’espressione di idee nei luoghi tipici delle pubblicazioni specializzate, di settore.

 

Sono nata a Parabita, un paese del Salento di mezzo, un piccolo centro urbano come tanti altri, nella Provincia di Lecce, e da Parabita ero scappata, da giovane, per studiare in una città del Nord dell’Italia. Qualche anno fa questa contingenza, non infrequente, tutto sommato, fra i nativi salentini, è riemersa dal dimenticatoio dove, evidentemente, ero riuscita a rinchiuderla per molto tempo. La volontà di riaprire ogni cassetto di quello che, alla luce dei fatti, si era dimostrato un utilissimo, per quanto insicuro, armadio per la conservazione di ricordi rimossi, mi ha portato ad abbandonare la mia più che consolidata attività professionale per ritornare dove ero nata, senza neanche il pur fragile corredo di un ideale piano d’azione per gli anni a venire. Se mai ce ne fossero stati. È stato molto meglio così, a dire il vero. E con il senno di poi. A Parabita, io e mio marito, ben strutturato bassista di origini calabresi, abbiamo acquistato una dimora storica del 1500, un rudere lasciato a se stesso in stato di completo abbandono e totale disuso. Per molto tempo ci siamo dedicati al recupero di questo edificio monumentale, che da nove anni abbiamo riportato a nuova vita, destinandolo, in parte, a nostra abituale residenza e, in parte, ad ALTROV’E’, piccolo B&B a gestione totalmente familiare (per curiosità o ulteriori informazioni e dettagli www.bbaltrove.it).

 

Sono tornata, così, a contatto con il Salento. Ho ritoccato con mano le sue pietre, la sua polvere, le sue ricchezze e le sue miserie. Ho riguardato le sue antiche ferite e, nello stesso tempo, sono tornata a nutrirmi della sua straordinaria bellezza.

 

Ho avvertito l’urgenza di scrivere, con passione, delle contraddizioni di questa terra, nella prospettiva della testimonianza e dell’impegno civile. Quello che posso esercitare nei limiti consentiti dalla scrittura.

 

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© Patrizia Prete