ETIOPIA - LA FABBRICA DELLA POVERTÀ

 

aiutiamoli a casa loro

 

 

Aiutiamoli a casa loro, gli africani, dicono in tanti. Qualcuno lo fa già, anziché annunciarlo e basta.

E lo fa anche bene. Sono in tanti e spesso non hanno grandissimi budget a disposizione.

E poi ci sono altri che, come noi italiani, si accaparrano commesse plurimilionarie per interventi infrastrutturali di grandissime dimensioni. E di più che devastante impatto ambientale.

Chi se ne frega dell'ambiente, certo, purché la gente lavori e possa mangiare, pensano in molti. Peccato che, a tutte le latitudini della terra, devastare ambientalmente intere regioni significhi ridurre alla fame moltissime persone.

Come nel caso della diga sul fiume Omo, considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

E così costruiamo questa diga gigantesca, che modifica irreparabilmente la portata del fiume,

fino a farlo seccare e fino a prosciugare pure il lago Turkana.

Le popolazioni locali non possono più avere acqua per bere e per coltivare i campi.

Non possono più pescare. Affamati e assetati cercheranno in tutti i modi di mettersi in salvo, seguendo le rotte delle migrazioni di massa verso l'Europa.

Le rotte di oggi, di ieri, dell’altro ieri e anche di domani.

Aiutiamoli a casa loro. Certo.

PRIMA di farlo, tuttavia, dovremmo chiarirci molto bene le idee su COME farlo.

 

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/09/27/foto/effetti_diga_comunita_tribali_etiopia-3678193/1/#media

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© Patrizia Prete